gen 16 2008

L’eredità di Chris McCandless

Tag: Andre @ 17:24

Locandina di Into the Wild

Ci sono cose che uno rimanda da un giorno all’altro fino a quando diventano settimane, mesi o anche anni. Le motivazioni che portano al continuo procrastinare una certa azione possono essere le più disparate. Per quanto riguarda queste due righe che sto scrivendo, ad esempio, l’intenzione era quella di pubblicarle più o meno una settimana fa, ma dovevo pensarci ancora un po’ su, parlare con qualcuno, leggere due o tre articoli, insomma far decantare un po’ le idee dentro di me. Poi ad un certo punto, come per il quadro che improvvisamente decide di staccarsi dal chiodo (tanto per usare la metafora tanto cara ad Alessandro Baricco), non c’è più motivo di rimandare. E così eccomi a scrivere.Questa volta ho deciso di scrivere di un ragazzo americano che a ventidue anni si accorge che anche il suo quadro è cascato e che non c’è più motivo di rimandare. Ma procediamo con ordine.

Il ragazzo in questione è Christopher McCandless, nato nel ′68 in una famiglia benestante della Virginia, laureato nel ′90 in sociologia e antropologia alla Emory University, insomma aveva tutti i presupposti per continuare la sua vita da bravo ragazzo, formare una famiglia, la casetta con lo steccato bianco, i barbecue alla domenica e qualsiasi altro stereotipo americano dovesse venirvi in mente. E invece no, durante gli ultimi anni di università e forse anche prima, per Chris si fa sempre più acuto e consistente il rifiuto per il materialismo americano. Le vite delle persone si riempiono di “cose” senza lasciare spazio per tutto il resto, e lui non ci sta, devolve ciò che aveva in banca alla Oxfam, un’organizzazione umanitaria, si sbarazza dei documenti (diventando semplicemente Alex) e parte. Per dove? Verso la natura selvaggia dell’Alaska.

Ora, non so se avete presente quanti stati separano la Virginia dall’Alaska, vi basti sapere che la Virginia è sull’Atlantico, mentre l’Alaska sul Pacifico. Se poi aggiungete il fatto che, a parte una prima parte percorsa con una vecchia Datsun B210, tutto il resto l’ha fatto in autostop e camminando… non aggiungo altro. Non è mia intenzione scrivere la biografia di Chris, basta cercare un po’ in rete e di materiale ne troverete anche troppo, per cui sorvolo su tutto quello che ha fatto durante questo viaggio, le persone che ha incontrato, dove ha lavorato e così via, per questo motivo salto all’epilogo della sua avventura, purtroppo tragico.

Dopo circa tre mesi di permanenza vicino al Denali National Park in Alaska, vivendo di quel poco che riusciva a cacciare e a raccogliere da piante e arbusti, viene ritrovato morto nel suo sacco a pelo da alcuni cacciatori dentro il vecchio bus 142, un pullman di linea abbandonato usato proprio dai cacciatori di alci come rifugio. La causa ufficiale della morte è starvation ovvero “fame”.

Di solito a questo punto della storia, possono succedere diverse cose in chi la sta ascoltando per la prima volta. Delusione, rabbia, sconforto, ma anche cinismo, ironia facile e tante tante domande. Indifferenza quasi mai. Su di lui è stato detto veramente di tutto, visionario, asceta, sognatore, sprovveduto, idealista, rivoluzionario, idiota, pazzo, suicida e così via. Io non mi sento di etichettarlo in nessun modo, né di giudicare le sue scelte, per quanto se ne possa discutere a lungo. Sono però convinto che qualcosa ha lasciato. Forse perché al di là della sua scelta estrema mi sento molto vicino a lui per alcuni aspetti del suo carattere: l’essere sempre in viaggio (fuori e dentro di se), non sentirsi mai arrivato, continuare a misurarsi con prove sempre più impegnative, la ricerca delle cose che contano davvero al di là delle “cose” materiali, l’amore per la natura…

La famosa foto di Chris McCandless seduto davanti al bus 142

Credo che in Chris tutte questi aspetti, che di per se sono tutt’altro che nocivi, sono stati miscelati in dosi troppo concentrate ed è stato forse questo a mettere in moto gli eventi che l’hanno condotto infine nel bus 142 lasciando questo mondo a soli 24 anni. Sono convinto però che una persona con una miscela anche infinitamente più blanda, o che addirittura presenti soltanto uno solo di questi ingredienti nel proprio bagaglio interiore, non può rimanere indifferente davanti alla storia di Chris.

Tra pochi giorni nelle sale cinematografiche uscirà il film “Into the Wild” tratto a sua volta dal libro omonimo scritto da Jon Krakauer, scrittore e alpinista che utilizzando il diario di Chris e le testimonianze di chi ha incrociato la sua strada ha voluto rendere testimonianza della sua vita nelle terre estreme. Purtroppo il libro prima edito da TEA è praticamente introvabile, ma la casa editrice Corbaccio ha appena distribuito una ristampa intitolata “Nelle terre estreme” come il precedente. Il film invece è diretto da Sean Penn con Emile Hirsch nella parte di Chris e colonna sonora di Eddie Vedder (sì, Vedder dei Pearl Jam), un altro buon motivo per andare a vedere il film.

Per chiunque abbia intenzione di approfondire un po’ la storia di Chris consiglio vivamente (oltre alle pagine di Wikipedia) un bellissimo articolo di Krakauer intitolato “Death of an InnocentHow Christopher McCandless lost his way in the wilds”.

Basta, ho già parlato troppo. Chiudo con un pensiero di Chris ed il mio augurio di Buona Strada a tutti voi che in un angolino remoto del vostro spirito riuscite ancora a sentire il richiamo di qualcosa che ogni tanto vi spinge a fare lo zaino e partire senza garanzie per un viaggio fuori e dentro voi stessi. Per rimettersi sempre in gioco.

So many people live within unhappy circumstances and yet will not take the initiative to change their situation because they are conditioned to a life of security, conformity, and conservatism, all of which may appear to give one peace of mind, but in reality nothing is more dangerous to the adventurous spirit within a man than a secure future. The very basic core of a man’s living spirit is his passion for adventure. The joy of life comes from our encounters with new experiences, and hence there is no greather joy than to have an endlessly changing horizon, for each day to have a new and different sun. — C.M.C.

95 risposte a “L’eredità di Chris McCandless”

  1. giuseppe ha scritto:

    ho iniziato ad amare questo personaggio dal momento in cui ha inntrapreso la sua avventura.
    lo definito il messia dei giorni odierni.
    forse lui non avrebbe concesso a nessuno di seguirlo e stargli accanto, ma io avrei voluto tanto
    prestarmi ad un esperimento simile, avrei offerto la mia vita nella ricerca della felicità che
    solo a certe condizioni si può raggiungere.grazie chris per la tua testimonianza che hai reso
    a me e a quanti credono nella possibilità di uChristopher McCandless cambiamento.

  2. Lello ha scritto:

    Ammiro Chris per il fatto abbia deciso di intraprendere un viaggio/esperienza simile.
    Penso sia stato spinto dal forte desiderio di provare serena felicità nella natura,
    la cosa che più ci riempie è sicuramente il soffermasi nelle piccole cose che questo
    mondo regala ai nostri occhi; ma che dovrebbe anche far nascere in noi il desiderio
    di gratitudine nei confronti della fonte di tutto ciò.
    La ricerca “della filicità” è la cosa fondamentale in questa vita, e visto ci spetta
    la troveremo se varamente la vorremo; tutto questo non può essere a caso…
    Ne saremo ripagati come lo sono i nostri occhi difronte ad uno splendido scenario.

  3. Davide M. ha scritto:

    Se l’intento di Chris fu quello di lasciare un messaggio a chi aveva orecchie e cuore per sentirlo, beh ci è riuscito davvero.
    Ogni giorno è più speciale per me dopo averlo incontrato nei pensieri, e la mia continua ricerca di libertà ha fondamento sul mio essere realista nei confronti del mio animo avventuroso e assetato di curiosità..

    Questo mondo è miracolosamente bello e noi dobbiamo gioire per la possibilità di essere vivi e di sapere molto più di noi stessi attrraverso il contatto con la natura..

    Grazie Chris. Farò tesoro dei tuoi pensieri.
    Pace

  4. Davide ha scritto:

    Lo ammiro da una parte ma sinceramente non penso che la sua vita valesse davvero il viaggio che ha fatto.

  5. alex ha scritto:

    Cerchiamoci lontano dai suoni dei telefonini, dalle sveglie, dal traffico caotico delle megalopoli. Diamo ai nostri occhi al grigio dei palazzi tutti uguali e insignificanti il verde dei pascoli il bianco della neve il blu della notte stellata. Diamo alle nostre orecchie il rumore del vento e dell’acqua dei ruscelli, il silenzio della natura. Troviamo noi stessi zaino in spalla e iniziamo a camminare lontano dalla banalità della vita moderna che ti svuota l’anima e ti dà una finta felicità tramite la casa la macchina che costa, i vestiti griffati. Assaporiamo l’essenza del nostro proprio spirito e poi si vedrà. La mia laurea è prossima,e poi andrò a cercarmi lontano da tutto. Grazie Chris

  6. Silvia ha scritto:

    Mi ha davvero emozionata la storia di Chris alla fine sono rimasta però con un nodo in gola. La cosa che mi è dispiaciuta di più è che solo all’ultimo sia riuscito a perdonare i suoi genitori senza poter avere la possibilità di vivere quel momento con loro e di continuare il suo “nuovo cammino” da uomo rinnovato. Avrebbe potuto fare molto dopo, purtroppo come ha detto anche lui si è trovato “intrappolato” dalla natura stessa.
    in ogni caso sono felice per ciò che ha trasmesso e per il coraggio che ha avuto.

  7. marco ha scritto:

    IL FILM E’ BELLISSIMO…SONO PASSATI DUE GIORNI DA QUANDO L’HO VISTO E ANCORA CI PENSO SPESSO. MI SENTO VICINO A QUESTO RAGAZZO CHE HA DATO LA VITA PER SENTIRSI VIVO, CHE HA LASCIATO TUTTO PER POI ESSERE CONTACCAMBIATO DALLA BELLEZZA DELLA NATURA STESSA CHE LO HA CREATO. CI HA DIMSTRATO CHE TUTTO QUELLO CHE CERCHIAMO E’ QUI, SU QUESTA TERRA. NON SONO I SOLDI A RENDERCI FELICI…LO SENTIAMO TANTO SPESSO MA ALLA FINE SIAMO TUTTI COSTRETTI A RINCORRERE LA STABILITA’ ECONOMICA, LA SICUREZZA, ALTRIMENTI SAREMMO DEI BARBONI DEI PEZZENTI…BE LUI NON LO E’ STATO…UN’ALTERNATIVA A QUESTO MONDO, SE QUESTO MONDO NON TI VA E’ FARE QUELLO CHE HA FATTO CHRISTIPHER, LA LIBERTA’ IN PERSONA…

  8. barbara ha scritto:

    Proprio ieri sera ho visto “Into the wild”….io questo caro christopher mccandless non lo conoscevo nemmeno, purtroppo….ma a volta bisogna aspettare il momento giusto per vedere le cose e per sentirle…a volte bisogna essere predisposti ad ascoltare i messaggi…quindi conoscerlo adesso mi ha riempito il cuore di gioia…grande sean penn…mi sembrava di assaporare la sua felicità e la sua sofferenza….

  9. Niccolò ha scritto:

    Ragazzi che filmone,era un bel po di tempo che non venivo toccato così dentro.Ciò che abbiamo non ci basta mai,e pensare che sarebbe tutto così dannatamente facile e alla portata di tutti,abbiamo proprio perso di vista lo scopo della vita.Siamo nati liberi e ci complichiamo tutto.Ci vorrebbe una buona dose di coraggio però per fare cio che ha fatto Chris.Siamo intorpiditi dai comfort.SIGH!!!!

  10. marco ha scritto:

    ciao ho visto sul tuo blog che leggerai “nelle terre estreme”. Io l’ho letto dopo aver visto il film e ti
    dirò che vale la pena leggerlo. Sono contento che altri ragazzi, oltre a me, pensino che vale la pena
    vivere solo con quello che ti dà la natura e lontano dall’ignoranza e arroganza della gente. Secondo me chris
    rimmarrà per sempre nel mio cuore

  11. ufo ha scritto:

    un viaggio straordinario quello iniziato da Chris vissuto da Alex Supertrump e terminato di nuovo da Chris…un viaggio fuori e dentro il corpo… un percorso quasi obbligato per chi non vuole andare avanti con il paraocchi…un viaggio quasi dovuto a se stesso e alla propria indole … tutto per aquisire quella consapevolezza necessaria per guardare la vita da dentro

  12. alex ha scritto:

    la felicità è reale solo se condivisa,…affermazione che diventa tanto più vera quanto più si è vicini alla morte.
    Chris non è l’unico, nè il primo ad insegnarcelo..ma in ogni caso una voce in più che ci ricorda quanto la vita sia unica, meravigliosa ed irripetibile.
    E ricorda…se vuoi qualcosa allunga la mano e prenditelo..
    grazie chris

  13. fabio ha scritto:

    se ti interessa la tematica dell’abbandono e dello stacco ti posso dare una dritta.. walden di thoreau e adocchiare il tracendentalismo americano..

  14. Max ha scritto:

    Ho visto il film e letto il libro. Credo che il messaggio più importane di Chris non sia tanto riferito al vivere nella natura, ma più all’essere liberi, e non essere condizionati da nessuno. Fare quello che si desidera, anche se la maggiornaza delle persone dicono che sei pazzo. La ricerca della solitudine nella natura è un modo per ritrovarsi, per concentrarsi su noi stessi. Limitarsi a dire che la via giusta è vivere nella natura lontano dalle metropoli e dai finti beni materiali è pericoloso, si rischia di cadere nel tranello che condurebbe a rientrare in un gruppo che ci condiziona comunque. La vera via, la felicità secondo me è nel realizzare noi stessi come meglio crediamo; brooker a New York o Eremita in Tibet nn importa, l’importante è che sia la NOSTRA scelta, la nostra vita..chi se ne frega di quello che dicono gli altri :-)

  15. Egidio ha scritto:

    Storia bellissima, film appassionante e di alta qualità. Credo però che tutto ciò per cui lui ha vissuto gli abbia detto a chiare lettere che… nessuno è un’isola! non si può vivere da soli in maniera radicale. La nostra esistenza è relazione fin dal suo inizio. E questo forse non possiamo eluderlo. Sono un appassionato di cammini e di solitudine… ma l’ultima parola non è la solitudine ma l’altro o/e l’Altro

  16. Crissss ha scritto:

    ho visto il film domenica scorsa….e non faccio che
    tornarci su….non riesco a non pensare a lui…a ciò che
    ha fatto….ha quello che è riuscito a donare a chiunque
    abbia incrociato la sua strada….all’illuminazione finale
    ……”happiness is real only when shared”……ma alla
    fine Chris non rifiutava le persone….rifiutava le cose…
    il materialismo della società americana…..e chi era
    diventato schiavo di queste….quasi tutti in effetti…..
    ed è struggente, ma in parte misaricordioso, che proprio
    alla fine della sua vita su questa terra, probabilmente
    sia riuscito a perdonare…..a far pace con la sua infanzia
    e con i suoi genitori…..
    non so…. mi sento turbata….ho ordinato il libro….
    voglio continuare a sentire quello che sento in questo
    momento….la vita che scorre….e lo sguardo che scruta di
    nuovo lontano….la sensazione di potermi trovare, un
    giorno….e sicuramente la possibilità di mettermi alla
    prova….e di riuscire a superarla….qualunque cosa
    comporti o significhi…..

  17. giorgio ha scritto:

    ho preso casualmente questo film a noleggio, solo perché diretto da Sean Penn e mi immaginavo un film speciale.
    E in effetti lo è stato; mi sono riconosciuto “un pò” nel personaggio e non sono arrivato alle sue scelte, ma la voglia di lasciare tutto e partire all’avventura, quella sì che mi è piaciuta…

    Grazie infinite per la bella recensione

  18. Willy ha scritto:

    Due giorni fa ho visto questo film al cinema con la scuola e quando alla fine ho scoperto che si tratta di una storia vera
    sono rimasto un po’ a bocca aperta !!!
    Ci sono tanti modi per “evadere” dalla societa’ e dalle sue chimere…ma non in senso letterale come ha fatto il protagonista.
    Crhis,se fosse rimasto con le persone che con cui si lego’ durante il suo cammino sartebbe rimasto felice.Non credete ???
    Perche’ avrebbe dovuto trovarla per forza in Alaska ???

  19. Tommaso ha scritto:

    Gentili signori, io la storia del giovane chris mccandles la conosco
    da circa 10 anni, e mi fa molto piacere che è stato fatto anche un film.
    Io penso che quello che è capitato a chris è una storia bella nobile, ma
    anche tanto angosciante.Io e molte persone giovane come me
    lo porteremo nel cuore per molto tempo.

  20. alice ha scritto:

    Una parte di Chris è anche dentro di me… capisco perfettamente la sua scelta e la condivido, nonostante la sua ingenuità lo abbia portato ad una fine orribile.
    Spesso le guerre che combattiamo dentro di noi portano a prendere decisioni estreme dalle quali è difficile tornare indietro, perchè scopriamo essere vere e capaci di donare al nostro cuore serenità e gioia di vivere nella libertà e nella verità assoluta.

    Grazie Chris per quello che mi hai trasmesso …

  21. fausto ha scritto:

    Ragazzi che storia…….penso che persone cosi’ nn dovrebbero mai lasciare questo mondo ma anzi dovrebbero vivere per sempre per insegnarci cosa vuol dire vivere da uomo libero.
    Pace a te Alex Supertramp ovunque tu sia adesso

  22. Katia ha scritto:

    Ho appena terminato di vedere il film e sono rimasta così affascinata da Chris che sono qui in cerca di notizie. Per fortuna ho appena trovato il titolo del libro che comprerò il prima possibile. Per quanto riguarda il mio pensiero penso che sia un uomo straordinario e sottolineo sia (al presente) perchè Chris deve continuare a vivere in noi, ogni volta che la vita ci impone delle sfide. Ebbene, quelle sfide non saranno mai grandi quanto quelle che lui ha intrapreso per pura scelta. In poche parole, grande stima e ammirazione.

  23. vale ha scritto:

    sono rimasto veramente colpito da questa storia e il film fa comprendere molto il significato di problemi dovuti a questioni famigliari, pultroppo a volte il destino ci obbliga ad assistere e a comprendere problemi che non fanno parte di noi ma dei nostri genitori.
    in quel momento tutto ci pare futile e senza senso, i ragazzi della nostra eta sempre piu lontani e diversi da noi, come se mentalmente ci fosse una diversità di eta lontana anni luce… una sola questione imprigiona la nostra mente, la verità.
    scappiamo; ma siamo pienamente coscenti che la socetà ci a coinvolto a tal punto da non riuscire più a vivere da soli nel nulla, nella natura selaggia….
    chris ha dato il via per comprendere un allarme molto più grave di quanto pensassimo; il consumismo che a portato tutti noi a non comprendre più il significato dell’amore e essere riconoscenti con il prossimo.
    accentuando in modo spropositato il nostro egoismo e l’ipocrisia di sentirci superiori agli altri….

  24. marianna ha scritto:

    un commento?difficile elaborare un commento sensato per un film così bello ed affascinante..chris ora vive in me e voglio al più presto percorrere il suo cammino..non sono una stupida adolescente immatura (anche perchè ho 22 anni) ma sento tanta empatia con lui..

  25. ale ha scritto:

    la prima volta che ho letto il libro , era nel 1998 , lo presi in libreria senza sapere chi mai fosse cris , ricordo di averlo letto due volte di fila quasi ininterrottamente , poi lom persi e un giorno per caso leggo un trafiletto su una rivista che parlava di sean penn… non ci potevo credere il film!!! ho ricomprato subito il libro , riletto e riletto, poi la sera del cinema , ero emozionato , come se andassi a conoscere un parente di quelli che sai di avere ma non hai mai visto, ci ho portato alcuni amici e sono rimasti colpiti , dalla stria , ma nche dallo spirito che ha animato chris , in tutto questo io mi sono riconosciuto molto, forse troppo …. ale.

  26. Giuseppe Di G. ha scritto:

    Ieri sera alle 23.00 ho iniziato a vedere uno dei piu’ bei film che in 46 anni abbai mai visto. nel c’ è tutto il male e il bene della nostra società , il male è l’indifferenza la sete di denaro potere a discapito di tutto e tutti, il bene è la visione semplice e pura della vita che criss aveva della vita, e il bene che questo personaggio infondeva in quelli che incontrava. é chiaro che era un po’ fuori dalla realtà ma chi non lo è oggi? Grazie Criss .

  27. Salvatore ha scritto:

    Ho visto il film ieri e direi che è veramente bello e appassionante. Anche la scelta del regista di presentarlo come un continuo flash back, per spiegarci come sia stato il suo cammino prima di giungere in Alaska, sia azzeccata. Il merito però penso sia tutto di Criss, che con la sua scelta così radicale ha voluto dare risposta a molte delle domande che ognuno di noi si pone sulla sua esistenza. Soprattutto quella “verità” ultima che Criss ha cercato per tutta la sua breve vita è racchiusa nelle ultime sue righe “happiness is real only when shared” (la felicità è tale solo se condivisa) peccato che abbia dovuto distaccarsi completamente da tutto e da tutti e perdere la vita stessa per rendersene conto. Questo è il messaggio che morente ha cercato di lasciare per noi non certo un semplice desiderio di emulazione. Durante tutto il suo viaggio lui “condivide” sensazioni e esperienze e “felicità” con tutti i fortunati che sono venuti a contatto con lui.
    Devo leggere assolutamente il libro anche per fare un confronto.
    Dimenticavo, se non lo avete visto ancora buona visione a tutti e spero di non avervi rovinato il finale.

  28. Federica ha scritto:

    Christopher Mccandless ha rafforzato il mio pensiero, ha fatto luce nel buio che opprimeva la mia strada. Non è per fare poesia che scrivo queste parole, ma non c’è altro modo per dirlo.
    Ho solo diciannove anni e per quanto ne so, avendo vissuto per così poco tempo, non mi è concesso di poter capire e comprendere anora molte cose.
    L’esperienza forgia le persone e gli animi, credo che sia quello che Chris cercava all’epoca della sua grande odissea, quello che cerco io ora.
    Da giovane quale sono mi rendo perfettamente conto del veleno che corre nelle menti degli adolescenti d’oggi, moltissimi sono ossessionati dall’essere “appetibili” agli occhi degli altri, dall’essere “perfetti”, dall’essere “uguali” per paura di risultare diversi dai “migliori”. che futuro ha una società del genere? è da questo che mi ritrovo a fuggire, per mia fortuna sono sempre stata diversa e non mi è mai importato di nulla di futile…ma gli altri? sono loro che crescendo arriverebbero a dare dello stupido sventato a Mccandless? da chi si deve fuggire e da cosa?

    Cristopher Mccandless, grazie.
    Tu sopravvivi, e mi fai starda nella nebbia.

  29. SOZ ha scritto:

    So cosa significhi camminare soli con lo zaino pieno di niente e di tutto…
    Chris ha portato un sogno irrealizzabile nel proprio mondo, che è anche il nostro.
    Siamo sommersi da un oceano di cazzate e le rincorriamo ansiosi di avere, intanto passano i giorni, le settimane, gli anni…
    Apriamo gli occhi ragazzi!
    Amiamo, viviamo e fottiamocene di ciò che chi ci vorrebbe comandare senza farsi mai vedere ha deciso per noi…
    Ultreya!

  30. Alisio ha scritto:

    Grandi ragazzi! Bei commenti! Ho trovato quelo blog soltanto ora. Ho visto il film quasi un anno fa e letto il libro. Stupefacente! Alex ha da insegnare a tutti tutto; non ci sono parole.

    Anche io so cosa significa prendere uno zaino e lasciar tutto; ho esperienze di notti passate all’aria aperta, d’inverno, con sacco a pelo.

    E poi basta usare le auto; andate in bici se dovete muovervi in città, nel nord europa è così (olanda, danimarca, ecc…). Qua in Italia c’è troppo pigrezza e sedentarietà. Più rispetto per la natura. Per quanto riguarda il cibo, mangiate per vivere, e non vivete per mangiare.

    Leggete Walden di Thoreau, altro bel capolavoro. A Marzo 2009 mi laurerò, e poi via, verso la libertà assoluta.

    Vi consiglio un’esperienza tanto per “testare” la vostra “capacità di vivere”; il cammino di Santhiago, in Spagna.

    Saluti, Alisio

  31. Giulio ha scritto:

    Ma a quei poveri genitori non ci pensa nessuno?
    Mentre lui moriva in quell’autobus per i suoi idelai e il suo temperamento, i genitori già erano morti da due anni(cioè da quando lui era sparito). Se io sono ancora quì è perchè c’è mia madre e perchè ho capito che fare una vita “semplice” forse è la cosa più difficile e se ben ci pensate sono la minor parte a riuscirci, ricordate: Sono le sfumature che danno vita ai colori!!
    Accontentiamoci e cerchiamo di apprezzare le piccole cose della vita, lui ha fatto la sua scelta, rispettabilissima, ma non per questo è da portare come un idolo o un modello, secondo lui la vera vita era quella, secondo me no, la vedo diversamente!!

  32. antonio ha scritto:

    già nell’aver visto il film mi sono inannzitutto commosso,ma sopratutto avvicinato a quel senso di libertà ….di felicità che rivestiva l’animo di Christopher McCandless.Certamente ci è costato molto questo viaggio che lui ha compiuto…ma secondo me ne è valsa la pena…nn c’è più bella cosa che confrontarsi con se stessi in un viaggio dove protagonista non è che la NATURA.

  33. stefano ha scritto:

    Ecco cosa ha provocato l’ennesima visione del film:
    “Attimi di rumore, silenzi senza confini
    non importa che sia tra i ghiacci o sotto il sole cocente
    io voglio la mia Alaska.
    Io la voglio intensamente, violentemente.
    In quel posto magico o stregato
    voglio piangere, voglio ridere,
    voglio sprecare tutta la mia energia
    per acquisirne della nuova.
    In quel posto io voglio stare solo,
    in quel posto io voglio morire.
    In quel posto io voglio rivivere…”

  34. Linda ha scritto:

    Credo che la storia di Chris ci abbia toccato poichè è stato uno dei “pochi” che ha avuto il coraggio di concretizzare il desiderio di libertà che è dentro ogni essere umano . Quante volte ci rendiamo conto che più abbiamo e meno siamo soddisfatti , più arriviamo e meno siamo felici ? Magari sarebbe il caso di rivedere alcune priorità.
    A volte mi viene in mente l’idea di partire , lasciare tutto , vivere per un pò “una nuova vita” ….ma poi insorge la paura . Riuscirei oppure no? Al nostro protagonista è andata male..ma forse io riuscirei , io ce la farei…?!?!
    Forse no… magari dobbiamo invece accontentarci di ricoprire un ruolo , di essere ciò che siamo diventati e di lasciare alla natura solo coloro che nascono in essa….
    Non so cosa sia giusto e cosa no , credo solo che l’importante sia essere felici durante il nostro percorso…

  35. lella ha scritto:

    io penso che quello che ha fatto e’ una grande cavolata,si parla di coraggio,di voglia di liberta’,poi si dice che lo ha fatto perche’ odiava i genitori (che centra non lo so’)poi perche’ siamo strumentalizzati dalla tecnologia ma quante scuse per uno che e’ andato fuori di testa!!!! ci sono tanti modi per allontanarsi da tutto per esempio andare ad aiutare le persone nei paesi poveri li davvero non ci sono ne tecnologie ne genitori.Io penso che a lui sta cosa gli sia sfuggita un po’di mano e non ha saputo dargli un rimedio ,ma adesso farlo passare da eroe o da coraggioso ce ne vuole . E’ uno schiaffo a chi la vita la combatte veramente tutti i giorni ,per me era solo un debole che non ha saputo affrontare i problemi e solo i vigliacchi scappano da tutto .

  36. Paolo ha scritto:

    Ho visto il film ieri sera, non conoscevo la storia di Chris. Invidio molto ciò che ha fatto, aveva tutto materialmente ma in realtà quella felicità era una felicità apparente, quella reale è poter vivere la vita in libertà assoluta. Io credo che abbia avuto un coraggio come pochi, altro che vigliacco, e vorrei tanto avere la forza di fare quello che ha fatto lui, mollare tutto e vivere in mezzo alla natura in completa libertà. non so per quanto riuscirei a vivere, come è successo a lui, ma sono sicuro che 2 anni vissuti così valgono più di un’intera esistenza vissuta nel mondo in cui siamo. Grazie Chris avrei tanto voluto conoscerti, e vorrei tanto avere il coraggio che hai avuto tu per fare un’esperienza come la tua.

  37. Federica ha scritto:

    …conosco ben poco di questo Christopher , e quel poco che so ( ma che tanto mi ha colpito) ho avuto modo di apprenderlo da quel meraviglioso film che ritengo sia quella giusta memoria che Chris merita di avere …La sua storia è un pò triste ma è una grande lezione di vita per tutti noi …perchè in fondo è ver che ”il Signore ha messo la felicità ovunque”, proprio perchè non possiamo MAI sentircene privati .
    CHRIS sei un EROE!

  38. elena ha scritto:

    anche io ho riempito i miei vuoti con la fuga, il viaggio..anche io dopo la laurea, scappando da una famiglia che è stata un gabbia di vellutate ipocrisie, ho cercato l’ anima della verità…e ho tentato di riconciliarmi con me stessa…anche io ho rischiato di morire di fame, ma perchè rifiutavo il cibo. oggi sto meglio e le ferite hanno cicratizzato anche se ogni tanto dolgono…ma se sto in piedi è unicamente perchè come chris ho capito che la felicità è autentica solo se condivisa

  39. adriano ha scritto:

    Mia cara Lella,Chris,non è scappato.Non era un vigliacco.Ha deciso semplic
    emente di affrontare la vita in un altro modo,di scoprire l’essenza della
    vita.secondo te,è una vita lavorare 8 ore al giorno,sorbirsi pranzi
    famigliari,sposarsi,avere una casa,dei figli….solo per convenzione
    sociale???Tutto ciò ci porta via dal verso senso di noi stessi.smettiamo
    di guardarci dentro.in virtù di cosa??di un’auto nuova,e tante altre “cose”
    che non daranno mai una risposta a nulla.perche ogni giorno,c’è da porsi
    nuove domande,cambiare strade,rimettersi in gioco.e nella società in cui
    viveva,a Chris questo non veniva permesso.e lo ha fatto poi,ma a modo suo.
    abbi rispetto di chi ha avuto coraggio da vendere,non era un criminale.ma
    un ESSERE UMANO.

  40. francesco ha scritto:

    Ho visto il film proprio oggi,per caso su sky..dire che mi ha colpito è poco.Io credo che bisognerebbe soltanto ammirarlo Alex..ho la sua stessa età e mi sono rivisto parecchio in lui.Anche io ho un sogno..spero un giorno di trovare il coraggio.Un ragazzo come Chris che a 22 anni dopo essersi laureato e che ha davanti tutta una vita…fare una scelta così,non ci sono parole!!!!!!bho…Grande Chris mi resterai sempre nel cuore!!!

  41. Wilma ha scritto:

    Non ho letto il libro ma ho visto il film e quindi mi baso su quello che so. Io non mi sento di giudicare nessuno e chiunque è artefice del proprio destino. Ho letto anche i commenti prima del mio è c’è davvero un pò di tutto. Ma io penso che Chris non fosse nè pazzo nè un eroe, ma solamente un uomo che ha fatto una scelta non imposta da nessuno, e lui non ha chiesto l’aiuto di nessuno. Nei pochi anni che ha vissuto questa incredibile avventura io spero per lui che abbia trovato ciò che cercava altrimenti il suo sacrificio è stato del tutto inutile. Ma la domanda che mi pongo: se lui potesse tornare lo rifarebbe?

  42. antonpaco ha scritto:

    Non sono d’accordo sul fatto che cristopher abbia “lasciato qualcosa”, o meglio, ha lasciato una cosa bellissima che e’ la vita, la vita e’ una sola, indietro non si torna, e lui l’ha persa. Non capisco perche’ abbia perso tempo a laurearsi e non capisco la scelta dell’alaska dove chiunque capirebbe di non avere scampo. Passando al film, bravissimo il protagonista che per esigenze dui copione avra’ perso almeno 20 chili ed un plauso all’immenso Sean penn che reputo un genio del cinema, colonna sonora da oscar.

  43. Twiggy ha scritto:

    Mi sembra che qualcuno non abbia capito il senso del film. La chiave di lettura non ha niente a che fare con la sua morte. l’ultima frase del film è : Happiness is only real when shared, la felicità è reale solo se condivisa. Questo è stato il senso della sua ricerca interiore. e su questa frase vi inviterei a riflettere.

  44. tommaso ha scritto:

    o molti amici stupidi che non capiscono il senso del film anzi reputano alex come uno stupido.Io penso invece che questo ragazzo sia un vero e proprio idolo per me e tutta la gioventu.Il film e una cosa che mi ha lasciato veramente esterrefatto e cosi ben costruito,la natura cosi leggiadra,per non parlar delle colonne sonore di eddie vedder che d anno al film una marcia in piu.Ifine vorrei parlare del signor Emile Hirsh che riesce a capire al volo il personaggio e riesce a fare una rappresentazione fantastica

  45. veronica ha scritto:

    secondo me chris non voleva essere considerato un eroe, non si aspettava nè un libro nè tanto meno un film sulla sua vita…ma ha preso questa decisione per vivere come voleva, senza essere costretto da nessuno nelle sue scelte…voleva semplicemente trascorrere la vita nel modo in cui lo riteneva più giusto…abbandonare tutto e tutti per vivere. questo film ci ha colpito così tanto perchè in fondo ognuno nel suo piccolo vorrebbe fuggire per trovare se stesso lontano da una società ormai troppo corrotta…

  46. letizia ha scritto:

    Ho visto il Film negli USA. A San Diego, in una delle terre attraversate da Cris.

    Chi glielo doveva dire che dopo aver pensato che la felicità fosse reale solo quando condivisa, immerso nella solitudine che l’ha portato alla morte, e forse si pentiva di essersi lasciato la famiglia alle spalle e forse anche di aver troppe volte pensato che nessuno se lo doveva più ricordare… sarebbe stato nei pensieri di molti…
    Non fosse stata una storia vera l’avrei presa sotto gamba e invece mi ha fatto riflettere molto

  47. fiuuuu ha scritto:

    Chissà cosa pensa Chris di tutto questo; milioni di persone che ora, incredibilmente, discutono su chi fosse quell’avventuroso ragazzo, se abbia fatto bene o no a lascire tutto, a ferire a morte i genitori, i fratelli e le sorelle, gli amici…
    Io non voglio giudicare Chris, lo considero soltanto una mano santa, per quei pochi (al mondo siamo davvero tanti)che hanno saputo trovare in lui un barlume di speranza, una possibilità per se stessi, come me e come molti di voi.
    Chris era un uomo qualunque ed ora viene dipinto come un “eroe” o come un “folle”, non so chi fosse Chris, non lo conoscevo ed ignoravo la sua esistenza su questa terra, ora, so soltanto che Chris vive dentro di me, e mi da conforto e speranza, sempre.

    Chris grazie!grazie!

  48. lella ha scritto:

    cARO Adriano io non ho detto che chris fosse un criminale ho semplicemente detto che ci sono tan ti modi per sfuggire ad una vita che non ti piace cosa c’e’ di eroico andando in alaska a morire di fame . Se hai visto il film lui alla fine dice che la felicita’e’ bella solo se condivisa ,praticamente anche lui alla fine si e’ pentito in un certo modo di quello che ha fatto,ma forse era un po’ troppo tardi . Tante persone fuggono da una realta’ che non piace ,ma si organizzano prima .cosa c’e di male a vivere isolato? niente . ma se tu non sei nato per quel tipo di vita puoi ugualmente vivere isolato ,ma ogni tanto fai dei lavoretti per guadagnarti due soldi solo per le cose piu’ necessarie.Io vivo con un uomo che lavora tanto ma non lo fa per una condizione sociale,siamo una famiglia non ricca,ma lo fa per crescere suo figlio . un figlio non e’ una condizione sociale ,una famiglia non e’ una condizione sociale ,le condizioni sociali che dici tu se le creano le persone o per eccesso o per difetto. Io sono stata in America e ho visto gli Amish ,quqle condizione sociale ha quel popolo ? non poteva scegliere una via di fuga meno drammatica ,e poi secondo te e’ giusto aver fatto soffrire i suoi genitori senza mai fargli sapere sue notizie? come mai ha deciso di fuggire dopo che si e’ laureato non poteva farlo prima? nessuno ti obbliga a fare cose che non vuoi,specialmente lui,se ha avuto il coraggio di fare quello che ha fatto doveva avere anche il coraggio di affrontare i suoi genitori visto che per me lui e’ fuggito solo da loro.PS scusa se ci sono degli errori,ma io non ho fatto l’universita’ anche se i miei genitori hanno fatto di tutto,io ho preferito crearmi una famiglia e costruirla in modo semplice completamente il contrario della mia con i miei genitor benestanti.

  49. stefano italy w la vita ha scritto:

    ……….ho 42 anni……….grazie Alexander supertramp……..grazie…
    sei dentro al mio cuore,

  50. vito ha scritto:

    lella forse si fa un po di confusione, a mio avviso nn bisogna guardare solo il lato della sua morte in alaska, quello era solo il suo traguardo finale ..ma bisogna soffermarsi su cosa ha fatto e condiviso con altre persone in quei 2 anni della sua avventura che lo hanno portato in fine in alaska io ho visto solo ieri il film ho gia ordinato il libro… e sinceramente questo personaggio mi ha folgorato chris grazie per l’emozioni che mi stai regalando ….

  51. lella ha scritto:

    Caro Vito sono felice per te che ti basta una storia per avere forti emozioni senza desiderare soluzioni piu’ estreme questo fa capire che basta poco ,e che intorno a noi se uno apre gli occhi trova la felicita.Se una persona ha dei”mostri dentro” non esiste posto al mondo per affrontarli.Lui purtroppo amava tutti ma non sopportava nessuno chi per una cosa chi per un’altra.Nessuno ha condiviso la sua scelta in un modo o in un’altro glielo hanno fatto capire . Io in quelle persone ho visto solo compassione e non condivisione.

  52. lella ha scritto:

    Io ho solo dolore per quel ragazzo ‘e non ammirazione forse perche’ sono una mamma di un bambino di 10 anni .

  53. anna ha scritto:

    Mio figlio di 10 anni tutte le sere prima di addormentarsi voleva che gli leggessi almeno 3 pagine di “Nelle terre selvagge!” ci siamo talmente appassionati alla sua storia che mio figlio ha fatto un bellissimo tema a scuola, io invece sto comprando uno alla volta, tutti i libri di Krakauer!!! Secondo me Chris è fuggito perchè in fondo voleva che il padre andasse a cercarlo,sarà una cavolata,ma secondo il mio cuore di madre forse è così.

  54. Marco(Layne) ha scritto:

    Scrivo questa prefazione ascoltando eddie vedder nella colonna sonora del film,mi è entrato dentro,ho scaricato prima quest’ultima ignaro che fosse da sfondo alla storia di chris,quando con amici ho visto il film sono rimasto colpito da tutto quanto, si sente veramente l’alaska, gli spazi aperti, la solitudine, la fame, la caccia l’avventura,mi spiace x come sia andata a finire x chris, ho visto le sue foto su internet,un ragazzo tormentato e sfortunato,ma felice x quel poco che aveva nella sua breve avventura,è passato molto tempo ma penso che sia un ragazzo la cua storia rimarrà impressa x sempre.

  55. andrea ha scritto:

    se ci pensate…abbandonare tutto…nn lavorare più..per altri intendo,…solo per se stessi…cibo , acqua, legna , pelli..l’indispensabile…I ns avi…lo hanno fatto…ed hanno imparato a farlo ..credo al prezzo di molte vite…poco della natura è prevedibile…
    alexander supertramp..uno dei pochi che sia riuscito ad essere quello che voleva essere..io ho una moglie stupenda e sto cercando di fare cuccioli…lo ammiro come nn ammiro nessun altro…e credo che mai come nessuno avrei desiderato vivere..(e se fosse dovuto capitare…morire) come ha fatto lui…ma nn ora…nn ho mai avuto il coraggio di fare la sua scelta…ed ora che ho 41 anni…il mio scopo..nella vita è la mia dolce metà..e tutti i cuccioli che arriveranno…
    il film è bellissimo..il libro…è fantastico..il messaggio che lascia…è..vita…ma la vita ha delle tappe..che nn sono traguardi..sono passaggi…o li prendi o li perdi…(senza tragedie..è stupenda ugualmente..)io di tappe ne ho perse molte..per idiozia..noia…pigrizia..comodità…
    sono riuscito a…raggiungerne un paio…ed ora sono lo scopo…della mia vita…
    credo la morale sia…se tralasci l’inutile…e gurdi solo il bello che hai…nn sei ne sfortunato ne distrutto…sei vivo…
    ed hai poco da lamentarti…
    Andrea

  56. fiuuuu ha scritto:

    caro Andrea, sono assolutamente d’accordo con te, siamo vivi!
    non so quanto possa contare più di questo nella vita. Siamo vivi e siamo noi a decidere, e a dover decidere, come vivere questa nostra preziosa esistenza. Chris ha fatto la sua scelta, immagino consapevole dei rischi, ma anche dei pregi e delle meravigliose situazioni che avrebbe affrontato.
    Vorrei dare ora un consiglio a chi scrive pareri su Chris basandosi sul Film diretto da Sean Penn, leggete il libro “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer; Non so se vi farà cambiare opinione, o se vi porterà a radicarvi ancor di più nelle vostre attuali convinzioni, penso soltanto che un parere non sia obiettivo se non si è coscienti il più possibile di ciò di cui si discute.

    ps: ANNA!! spero davvero tu possa coltivare al meglio lo spirito puro del tuo bambino, ricordagli di leggere quel libro anche quando sarà più grande, crescilo con attenzione, il mondo, oggi, è pericoloso per l’anima delle persone.

    Chris, di nuovo grazie

  57. gsmontel ha scritto:

    Ho visto il film e solo alla fine ho scoperto che si trattava di una storia vera.
    Che dire? Mi ha lasciato con l’amaro in bocca! Se penso a quei poveri genitori che lo hanno cresciuto per ottenere questo risultato… Dal mio punto di vista non è lo considero un eroe, ma uno svitato che non aveva voglia di affrontare la vita come si deve!
    Se aveva voglia di vere esperienze di vita, perchè non è andato a fare il volontario nei paesi del terzo mondo o in India? Troppo faticoso? E poi è andato in Alaska armato di fucile!! Si, perchè altrimenti sarebbe morto dopo 1 settimana!! Ve lo dico io come stanno le cose.
    Quel povero ragazzo era depresso e un po andato di cervello e non aveva questa gran voglia di lavorare!! (Lo sappiamo tutti che non ci vuole molto a fare la vita da vagabondo!)
    In America o lavori o fai il barbone!! Lui ha scelto di fare il barbone. Pace all’anima sua….

  58. Federica ha scritto:

    Caro gsmontel, e se anche Chris fosse stato depresso o disadattato? cosa c’è di sbagliato?
    se si sta già soffrendo si puo’ anche fuggire, il modo per trovare la pace, quello lo si decide da se.
    …e poi, le fonti ci dicono che Chris non avesse particolari problemi a livello sociale, se non quelli con i genitori, e forse al disopra di tutto, problemi con il concetto di società e consumismo.

    Cosa c’è di male nel fuggire? i problemi andrebbero affrontati, si forse è vero, ma ciò che ha spinto Chris a vagabondare di certo non erano soltanto problemi di qualsivoglia natura, bensì la purezza del suo animo.
    Io credo fermamente in ciò, e questo mi basta, questa è la verità come la vedo io.
    Guardare le cose da tutte le angolazioni possibili è l’unico modo per essere il più obiettivi possibile.

  59. massimo ha scritto:

    gsmontel…
    non hai capito un c…o della vita

  60. lu ha scritto:

    Sono rimasta profondamente impressionata dalle vicende di Chris McCandless.
    Ammiro il suo coraggio di appropriarsi della propria esistenza e di
    e di viverla secondo un proprio modello e non secondo modelli
    preconfezionati.Chris, come tutti noi, cercava la felicita’ e ,a
    differenza della maggior parte delle persone, ha avuto il coraggio di
    svincolarsi da tutto e tutti per seguirla.Non si e’ limitato alla
    ricerca di una felicita’ labile, fatta di cose materiali e transitorie,
    indotta da una societa’ consumistica, ma una felicita’profonda, fatta
    di ricerca,di confronto con se stessi e con la natura.
    Il limite,secondo me, della sua esperienza sta nel fatto di non aver capito
    prima che,essendo l’uomo un animale sociale, ha bisogno di confrontarsi anche
    con i suoi simili.Infatti la felicita’ non puo essere tale se no e’
    condivisa . Sono convinta che se fosse sopravvissuto avrebbe modificato
    il proprio modello di esistenza per sperimentarne altri piu’efficaci
    allo scopo che si era prefisso.Quante volte nel corso della nostra
    esistenza ritorniamo sui nostri passi,non per percorrere vie
    completamente diverse,ma semplicente per percorrere strade simili ma
    muniti di maggiore esperienza e maturita’.Chris purtroppo non ha avuto
    modo di porre rimedio ai prori errori.

  61. gsmontel ha scritto:

    Si! Infatti è bastato vedere questo film per capire che tutti noi siamo dei kog…i! Che facciamo una vita monotona e preconfezionata e bla bla bla!!
    La verità è che il ragazzo non era lucido di testa!
    E come mai nel film non viene trattato l’argomento droga?? Nessuno si è chiesto se il vagabondo fosse un drogato e si faceva di chissà quali stupefacienti? Credetemi, continuate a fare la vostra vita preconfezionata perchè aldilà di tutti i bei moralismi che si fanno in questo blog, nessuno di noi resisterebbe una sola settimana a fare il barbone!! QUESTA è LA NOSTRA SOCIETA’!

  62. lu ha scritto:

    caro gsmontel ,non e’ certamente un film che ti fa cambiare la visione
    della vita.Il film e’ il pretesto per esprimere pensieri preesistenti.
    Le scelte di Chris sono state estreme e radicali e sicuramente ,come
    affermi tu, insostenibili per la maggior parte di noi. Ma non credo che
    si debba essere alterati dalle droghe per desiderare di cambiare
    un modello di esistenza che si basi esclusivamente sull’accumulo
    di beni materiali.Quande energie spendi per avere cose che ti regalano
    solo appagamenti momentanei ?.Forse dell’esperienza di McCandless non
    dovremmo limitarci all’aspetto avventuroso,secondo me bisogna coglierne
    l’aspetto piu’ profondo:dare un senso alla propria esistenza.Chris ha
    cercato questo senso nell’avventura e nel vagabbondare, tu potrai
    trovarlo in altro, a tua misura (anche il modello di Chris diventa
    modello “preconfezionato” se non appartiene al tuo modo di essere),
    ma se ti limiti a vivere la tua esistenza inseguendo solo beni materiali
    non sarai mai pienamente felice perche’le cose materiali non riescono
    a riempire i vuoti della nostra anima.IO VORREI CHE LA NOSTRA SOCIETA’
    MIGLIORASSE!…..E NON MI DROGO E NON MI SONO MAI DROGATA!

  63. gsmontel ha scritto:

    Cara lu, condivido il tuo pensiero. Sono convinto che ognuno di noi è alla ricerca (dal proprio punto di vista) del benedetto senso della vita.
    Ognuno di noi di tanto in tanto si chiede: Che ci facciamo su questa terra? Che senso ha la vita?
    Insomma, lo sappiamo bene che i soldi, e tutta la ricchezza (in senso materiale) non danno la felicità e che la vera “ricchezza”, spesso e volentieri, si trova nella quotidianità.
    Ho un esempio personale di qualche anno fa quando passai un capodanno ai caraibi e nonostante il posto e l’ambiente suggestivo, fu una notte terribile e da dimenticare.

    L’anno successivo mi ritrovai, per caso, in uno scantinato vicino casa e passai una notte di capodanno favolosa con 4 amici, sorseggiando del buon spumante italiano in buona compagnia senza troppe pretese.
    Che significa tutto questo? Che la felicità, tante volte, la trovi nello scantinato del vicino di casa e tutta questa ricchezza che viene sempre ostentata dai media televisivi piuttosto che dai servizi giornalistici, è pura illusione!!
    Il nostro Chris McCandless abbandonò tutto per cercare la “felicità del vicino di casa”, vagabondando per 2 anni e trovando la pura illusione nell’incontaminata natura dell’Alaska.
    Anche il nostro Chris McCandless in punto di morte scrisse che la felicità è reale solo se condivisa…

  64. lu ha scritto:

    Caro gsmontel, oggi mi sono conquistata un piccolo pezzo di
    felicita’:mi fa piacere scoprire che i nostri pensieri che sembravano
    cosi’ distanti alla fine trovano dei punti di convergenza.
    Secondo Chris McCandless la felicita’ nasce dalla conquista
    quotidiana di nuovo orizzonte.Forse sembrera’ banale me,secondo me,
    anche un libro, un film, una discussione interessante possono aprire
    nuovi orizzonti.

  65. gsmontel ha scritto:

    Cara lu, i blog sono stati creati per scrivere, discutere, dialogare, decidere, commentare, litigare o per trovare un filo logico a tutto quello che la vita ci offre ogni giorno.

    Seppur nella monotonia di tutti i giorni, la vita offre molti colori, a volte vivaci, a volte pallidi, a volte grigi…

    Internet ha segnato un evoluzione nella nostra società.

    Nessuno, 15-20 anni fa, avrebbe mai pensato che oggi ci saremmo ritrovati tutti davanti ad un computer, soli con noi stessi, a “bruciare” parte della nostra esistenza in blog anonimi per rispondere a persone che stanno da qualche parte nel mondo, sole con se stessi…
    Magari sei la persona della porta accanto (che neanche saluto) o magari vivi dall’altra parte del mondo.
    Internet ha questa forza, fa dialogare facilmente gente estranea che nella realtà no se lo sognerebbe mai…
    Anche noi siamo dei Chris McCandless virtuali che di tanto in tanto “scappiamo” e vagabondiamo nei blog alla ricerca di nuovi orizzonti.
    Ciao

  66. lu ha scritto:

    caro gsmontel, per troppo tempo ho tentato di sfuggire alla monotonia
    della mia quotidianeta’ riempendola ,forzando la mia natura, di desideri
    mateiali e vivendo, volutamente, solo in superficie.Pensavo in questo mo-
    do di non dover fare i conti con me stessa ,ma non ero decisamente taglia-
    ta per quel tipo di vita. Provavo orrore di me stessa,non riuscivo ad
    inserirmi in conversazioni riguardante l’ultimo capo di abbigliamento
    comprato o sul colore in voga quell’anno.Mi annoiavo a morte.Cosi’ alla
    fine la drastica decisione: meglio rifugiarmi tra libri,film e internet.
    Questo e’ stato il mio viaggio stile McCandless, la mia rottura con la
    “societa’”.Qualche amico (pochi ma buoni) mi segue in questo viaggio
    quindi ho la possibilita’ di condividere la mia felicita’.
    possibilita’ di condividere la mia felicita’

  67. lu ha scritto:

    caro gsmontel, per troppo tempo ho tentato di sfuggire alla monotonia
    della mia quotidianeta’ riempendola ,forzando la mia natura, di desideri
    mateiali e vivendo, volutamente, solo in superficie.Pensavo in questo mo-
    do di non dover fare i conti con me stessa ,ma non ero decisamente taglia-
    ta per quel tipo di vita. Provavo orrore di me stessa,non riuscivo ad
    inserirmi in conversazioni riguardante l’ultimo capo di abbigliamento
    comprato o sul colore in voga quell’anno.Mi annoiavo a morte.Cosi’ alla
    fine la drastica decisione: meglio rifugiarmi tra libri,film e internet.
    Questo e’ stato il mio viaggio stile McCandless, la mia rottura con la
    “societa’”.Qualche amico (pochi ma buoni) mi segue in questo viaggio
    quindi ho la possibilita’ di condividere la mia felicita’.ciao
    possibilita’ di condividere la mia felicita’

  68. Paolo ha scritto:

    Che dire ancora di chris mccandless, per me è stato uno dei pochi veri eroi del secolo scorso, è riuscito a capire, al contrario di molta parte delle persone, che la felicità vera e propria non deriva dal fatto di possedere tanto denaro o tante cose come le definiva lui, ma la felicità va cercata dentro noi stessi, nelle piccole cose e nel contatto con la natura. Cosa c’è di più bello di vedere un animale con il suo piccolo o di leggersi un bel libro in mezzo ad un prato con il solo rumore della natura intorno? Per me non esiste nulla che ti possa dare questa felicità. Il fatto è che Chris ha avuto il coraggio di fare una scelta di vita che molti di noi ammirano ma pochissimi hanno il coraggio di fare. Io ad esempio non ci riuscirei mai e mi reputo un eterno codardo. Come vorrei avere il coraggio di mollare tutto e partire per un’avventura come la sua. Grazie di tutto Chris non ti dimenticherò mai!

  69. lella ha scritto:

    Caro gsmontel io la penso come te (guarda le mie lettere precedenti)penso invece che ci sia molta ipocrisia in giro . A tutti quelli che ammirano Chris andate a fare i barboni in giro per il mondo abbiate il coraggio di abbandonare tutti gli agi ,oppure se vedete un barbone in giro non fate finta di ignorarlo per la maggior parte di loro e’ stata una scelta per sfuggire dalle responsabilita’. Ed ora avanti diteneme di tutti i colori tanto per voi e’ libera solo l’azione non il pensiero ,e chi e’ contro di voi viene giudicato .

  70. lella ha scritto:

    Oppure ignoratemi completamente come voleva Chris

  71. denis ha scritto:

    ho finito poco fa di vedere il film,sicuramente toccante e commovente,devo dire che per un attimo fa venire voglia di emularlo,volersi sentire un lupo solitario come nei fumetti,ma presto torno in me e vedo cio che ha fatto una bella storia da leggere,ma tutto qui,credo che alla fine dei conti avesse qualche problema psichico che non va confuso con un temperamento da eroe.ce poco di eroico nelle sue gesta e alla fine pecca di presunzione e perde il dono piu prezioso che ha”la sua vita”ha voluto giocarci e sfidare la natura e questo é il risulltato finale.

  72. Federica ha scritto:

    Cara Lella, questa è solo furberia, ci lasci due possibilità per affrontarti, e ci dici in faccia che ci giudicherai male in entrambi i casi, se questo non si chiama fuggire…
    Affermi qualcosa, un parere, lo dici chiaramente, ma per difenderti ci avverti e ci assicuri che non potremo replicare senza essere noi stessi giudicati.

    Ottima strategia, ma queste cose non servono qui, si sta solo scrivendo, ci si sta confrontando, chi crive qui immagino sia consapevole che non tutti la pensino allo stesso modo, quindi non c’è ragione di attaccarsi, di scagliarsi gli uni contro gli altri.

    Basterebbe che ognuno rispettasse l’altro…ed ecco riassunto in poche righe un’altra delle cose che Chris non amava della società, e quanto aveva ragione…

    Chris…Chris…

  73. lella ha scritto:

    Cara Federica io mi sono difesa dalle risposte che mi hanno dato sul mio libero pensiero poi tu giratela come ti pare io non faccio nessuna strategia e’ solo il mio pensiero e come vedo sei tu la prima che lo contraddici ,io non mi sto’ scagliando contro nessuno semmai sara’ il contrario e questo perche’? Perche ho dato il mio giudizio allora ditemelo che devo pensarla come voi ,se cosi’ fosse dovro’ fuggire anch’io

  74. Federica ha scritto:

    oh! ma per favore, la situazione sta diventando ridicola…
    sei di nuovo sulla difensiva e pergiunta nello stesso modo, e questo accade unicamente perchè spesso le persone, anzichè ammettere i propri errori, preferiscono mantenere la posizione iniziale piuttosto che sfigurare (cosa che proprio non accadrebbe)…

    io, propongo comunque di terminare qui la discussione, io ho detto la mia, se vuoi rispondere, ascolterò la replica

  75. lella ha scritto:

    Non ho piu’ voglia di sprecare il mio tempo con con te gia ho capito che tipo sei. Non sprecare il tuo tempo a rispondermi perche’non entrero’ piu su questo sito visto che non mi interessi ne tu ne altri che la pensano come te .Io resto sempre delle mie idee .Scusa se ho toccato il tuo orgoglio,abbi cura di te che ne hai bisogno . Trova la tua pace.A proposito quello che hai scritto a me vale anche per te .Ciao “Fede”(ne hai bisogno).

  76. Frenci ha scritto:

    Chi parte con me?

  77. Federica ha scritto:

    Sapete, non ne posso più di starmene sempre a pensare quello che succederebbe se,…
    Ho deciso, appena avrò il tempo, ho promesso a me stessa, che tenterò il cammino di Santiago de Compostela, non mi interessa per nulla la meta, tantomeno la religione, è solo che vorrei davvero misurarmi, e godere della mia compagnia, e di quella di chi probabilmente verrà con me.
    L’Alaska è decisamente troppo distante, e ahimè il viaggio costerebbo davvero troppo, quindi mi accontenterò di “perdermi nella natura selvaggia” europea :)

    Qualcuno di voi ha mai tentato il cammino di Santiago? raccontate la vostra esperienza per favore

  78. Francesco ha scritto:

    questo storia mi ha lasciato un segno dentro.. il libro il film mi hanno preso talmente tanto che ho passato giorni e giorni a cercare di capire cosa potevo fare per trovare la vera felicità.. con la lettura del libro e la visione del film è coincisa anche il mio riavvicinamento alla fede e ho scoperto vermente una marea di cose di messaggi che chris ci ha mandato… più leggevo il libro di chris più scoprivo la vita di san francesco, allora mi sono preso lo zaino e sono partito.. a piedi sono andato ad assisi, un amico frate mi ha consigliato di fare tutto il cammino in povertà,aspettando che il signore con la sua provvidenza ci sfami.. e ci dia un posto dove riposare.. e cosi è stato.. sono arrivato ad assisi a piedi è stato magnifico.. pregavo e ringraziavo in mezzo alla natura.. ero in contatto diretto.. ora sono a casa e continua la routine quotidiana.. ma gli insegnamenti di chris e di san francesco sono attuabili nella nostra quotidinità.. e vi garantisco si vive molto molto meglio in povertà e semplicità…

  79. Mari ha scritto:

    Avete già scritto tutto su Chris..neint’altro da dire..posso solo dire
    che sto impazzendo alla ricerca di viaggi organizzati che ripercorrono
    tutto l’itinerario di Chris..fino ad ora ho trovato viaggi che sono
    organizzati ma non in Italia,è questo risulta già molto difficile!
    Qualcuno di voi mi potrebbe aiutare?Grazie mille!

  80. lella ha scritto:

    ciao Mari ,mi dispiace ma non ti risponde nessuno forse perche’ sono tutti partiti per la grande avventura oppure hanno preferito la bella vita comunque il povero Chris se lo sono gia dimenticato per la risposta che vuoi aspetta che rifanno il film qualche altra anima in pena che ti rispondera’ la troverai

  81. Andre ha scritto:

    Vorrei ricordare a tutti che questo strumento serve solo per commentare l’articolo in questione e non per dare vita a sterili battibecchi sarcastici. La rete è piena di strumenti sicuramente più adeguati per scambiarsi opinioni a riguardo.

  82. Massimo ha scritto:

    Un film davvero eccezzionale che racconto la storia fantastica di questo ragazzo.. commovente davvero.. lascia davvero riflettere questa storia.. e diciamola tutta a molto un fondo di verità.. questo ragazzo ha avuto un coraggio da leoni a prendere e lasciare tutto alle spalle per tuffarsi nella natura.. Questo ragazzo penso verrà ricordato per tanto tanto tempo.. perché se lo merita.. grazie Chris.. di averci aperto gli occhi..

  83. Laura1973 ha scritto:

    Ho visto prima il film (che ho apprezzato molto, come tutti quelli di Penn del resto) ed ora sto leggendo il libro. Appartenendo alla categoria dei romantici che ambiscono più ad una vita di qualità (in “verticale” per dirla alla Battiato) che non di quantità ho amato da subito l’epopea di questo ragazzo. Come madre anch’io mi sono chiesta quanto sia stata giusta la sua scelta, quanto sia criticabile il suo comportamento…ma credo di aver compreso una cosa…questo era il destino di Chris McCandless..doveva necessariamente vivere questa catarsi per giungere all’illuminazione finale del perdono. Il fatto che sia morto rende tutto più drammatico…lui stesso non l’avrebbe voluto visti gli ultimi tentativi fatti per salvarsi.
    Rimane in ogni caso un piccolo grande eroe della libertà estrema, nel segno della verità.

  84. Francesco ha scritto:

    Onore a te Cris,, che tu possa sorvolare in eterno le tue terre selvagge.

  85. uomo di mondo ha scritto:

    Per me la grandezza di Chris sta nel suo essere riuscito a realizzare ciò ke più voleva; Chris voleva partire, scoprire se stesso e il mondo, lasciare la famiglia, gli amici, la società, per conoscere la vera vita, incontrare nuova gente, vivere nell’autenticità della totale libertà, in totale simbiosi con la natura, di cui noi in fondo, facciamo parte. Io mi ritengo, come lui, un viaggiatore, un nomade solitario senza casa, e desidero appena avrò il coraggio di farlo, intraprendere un lungo viaggio senza meta, fraternizzando con gli uomini e le donne che incontrerò nel mio cammino e ammirando felice ogni minimo aspetto, ogni bellezza, di questa incredibile vita.
    Grazie Alex, x aver aperto agli okki a tanta gente, che potrebbe nel mondo, nella natura o nell’altro uomo, trovare la felicità

  86. drumboy ha scritto:

    chris è il più grande uomo che sia mai esistito!!
    abbiamo molto da imapare da lui…
    quello che voglio fare anch io è semplicemente godermi la vita.
    viaggiare e viaggiare e non sentirmi mai arrivato.
    non scherzo conto di partire a breve.
    perchè fino a che ci limitiamo di guardare il film sulle nostre poltrone,
    o leggere il libro al caldo nelle nostre casine comode,
    e a commentare bravo chris. bravo ecc ecc…
    e poi torniamo come niente alle nostre noiose vite,
    bè lasciate che vi dica non avete capito niente,
    chris è un esempio da seguire,
    il film into the wild e il libro di krakauer sono messaggi,si!
    messaggi da parte di chris,rivolti ad ognuno di noi! io li ho capiti.
    esorto quindi a chiunque abbia voglia d’iniziare a vivere a contattarmi.
    drumboy17@hotmail.it solo se avete seriamente intenzione. mandate una mail.
    grazie a tutti. E NON DIMENTICHIAMO MAI CHRIS McCCANDLESS!

  87. max ha scritto:

    Ho visto il film. Vorrei leggere il libro, prima o poi. Chris è davvero stato “visionario, asceta, sognatore, sprovveduto, idealista, rivoluzionario, idiota, pazzo, suicida e così via”, insieme, contemporaneamente. Non c’è alcuna contraddizione; semmai c’è la difficoltà a comprendere che alcune decisioni, stati d’animo, modi di essere, siano indirizzati al di là delle semplici categorie e dei giudizi positivi o negativi con cui si cerca di afferrare la vita. Davanti a certe cose non c’è possibilità alcuna di comprendere, nei modi che siamo soliti intendere. Per questo definire significa spesso limitare, ma l’indefinire non è la risposta per non limitare: tra i due estremi v’è la capacità di scoprire di essere vivi, senza aggrapparsi a nulla, tantomeno alla propria vita, o a ciò che immaginiamo sia la vita. Deshimaru scrisse che entrare in meditazione è come entrare nella propria bara, consapevolmente e volontariamente, per abbandonare le illusioni sulla vita e sulla morte e semplicemente risvegliarsi. Tutto qui.

  88. Massi ha scritto:

    La felicita’ è reale solo quando condivisa … grazie Chris per averla condivisa con me mentre guardavo il film …

  89. Tamara ha scritto:

    La sua intenzione era quella di vivere lontano dalla nocività della società,dal materialismo,in contatto con la natura come fece uno dei suoi autori preferiti nel 1845, trasferendosi in mezzo alla natura.L’Alaska non è un capriccio, ma un’ambizione.Ha raggiunto il suo scopo.
    Ma notate anche le altre persone che ha incontrato lungo il suo cammino, non sono anche loro così aperte alla libertà, lontane dalla società da cui è scappato Chris?
    é morto di fame, ma non era quello che si aspettava. Lui non ha voluto mandare un messaggio perchè non era nei suoi piani morire,i suoi pensieri scritti non sono la sua autobiografia,sono stati gli altri ad attribuirgliela.Lui è partito da un mondo che non gli andava bene. Il suo viaggio è stato alla ricerca della felicità, la sua felicità. Il perdono dei suoi famigliari è avvenuto solo alla fine, ma chi può dire che anche il suo non sia stato un gesto misericordioso nel quale è caduto alla sua morte? Infondo anche lui ha dimostrato di essere un essere umano pieno di angosce e di pensieri.Non martirizzatelo.Mi ha dato delle risposte, molte risposte.
    Ma avrei preferito che la sua vita avesse avuto un lietofine,perchè per quanto la realtà può essere crudele si sarebbe meritato il ritorno a casa.

  90. Mima ha scritto:

    Sono passati … quanti, 10, 15 , 20 anni dalla morte di Christopher Mccandless, eppure la sua storia fa ancora parlare. Scuote le menti, invoglia a risvegliarsi per lasciare un pensiero condiviso. Perchè? Abbiamo dimenticato la Storia del mondo, i grandi personaggi, gli eventi… ma di Chris forse non ci dimenticheremo facilmente. Anch’io non riesco a scordare e continuo a cercare tra i ritagli qualcosa che parli di lui. Non mi do pace, perchè voglio la verità. E’ questa la ragione che ogni mattina ci fa alzare dal letto. La Verità non di ognuno di noi ma quella che possiamo gustare accanto a qualcuno, che possiamo condividere.
    L’augurio , per non dimenticare, è che si possa continuare a cercare, anche rinunciando ad una vita “facile”, perchè non ci sarà pace fino all’ultimo istante.

  91. francs ha scritto:

    Incuriosito ho letto parecchi resoconti su ciò che è successo a Chris e anche gli appunti del suo diario che sono pubblicati su un sito inglese.
    Sono giunto alla conclusione che l’inizio del suo viaggio è stato un classico stile hippie anni 60 tipo i figli dei fiori (autosotp, lavori saltuari, ecc.), poi, quando ha voluto strafare, approcciando il vivere nella foresta come una allegra gita fuori porta, c’è rimasto.
    A neanche un km dall’autobus dove il povero disgraziato è morto, c’era e c’è ancora un punto in cui sono presenti dei dispositivi (montati dall’uomo) che consentono di attraversare il fiume anche quando è in piena, proprio quel fiume che, nella realtà, Chris si è sentito incapace di riattraversare quando tale piena è arrivata.
    In poche parole è morto come a volte capita a chi pratica “sport estremi”, con la differenza che lui non sapeva, quando si è avvicinato alla vita nella foresta, a quali pericoli andasse incontro e soprattutto non ha pensato al pericolo di trovarsi in difficoltà nella più totale solitudine.
    Che sia morto di fame o avvelenato poco importa, quello che conta è il messaggio che lasciava attaccato all’autobus quando andava a raccogliere le more, lo trovate qui: http://www.christophermccandless.info/bio.html un messaggio in cui chiede disperatamente aiuto a chiunque passi da lì.
    Quindi secondo me trattasi di una forma di protesta (peraltro giusta e sacrosanta) trasformatasi in tragedia per la troppa leggerezza del povero Chris, pace all’anima sua.
    E comunque, va detto, è morto con una enorme dignità.
    RIP.

  92. a ha scritto:

    Non trovo niente di meraviglioso! Solo un avventuriero che ha buttato la sua vita al cesso……poi tutti i film e i libri e le “costruzioni” del mondo non credo che cambino la realtà, purtroppo….

  93. Davide ha scritto:

    Chris McCandless mi ha lascito tanto…ma sopratutto il messaggio che pronuncia prima di lasciarci, la felicita’ c’e’ quando e’ condivisa….per un solitario come me trova terreno fertile questa frase…ho visto troppi tramonti solitari…ed innumerevoli albe nel silenzio del mio respiro…e mi sono sempre detto che era un’ ingiustizia che ne godessi da solo….

  94. Lili ha scritto:

    Ho visto ieri il film…wow ragazzi che sparo al cuore!
    Penso che sia una storia fantastica…e condivido in pieno le idee di Chris,specialmente quest’ultima frase citata nell’articolo.
    In sintesi…la SOCIETA’,e,sì, IL CONFORMISMO…tonnellate di sudiciume,ci stanno trattenendo dall’affrontare una sfida come quella di Chris.
    Non credo sia tanto il coraggio,quanto la mancanza della consapevolezza di quello che ci frena …a fregarci,e renderci schiavi della paura di andare come ha fatto lui.
    Ammirazione è la parola che vorrei associare a Chris.
    La fine della sua vita non significa che debba sempre andare così…d’altro canto non puoi metterti in viaggio ‘con l’assicurazione’se sei in viaggio per trovare il tuo limite.
    Bravo Chris!Caspita…

  95. Lili ha scritto:

    Rettifico…per fare quello che ha fatto chris-alex ci vorrebbe una montagna di coraggio.
    Perchè ci vuole coraggio per aprire gli occhi e vedere…cos’è la nostra tanto declamata ‘civiltà’ e a quali tesori stiamo rinunciando e alle verità che stiamo ignorando.
    Ci vorrebbe davvero un ‘estremo’ coraggio.
    McCandless ha sbagliato?No,ha provato.

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