dic 31 2007
Desiderata

È successo così: stavo guardando i contenuti speciali del terzo episodio de “I Pirati dei Caraibi”, quando scopro che il vistoso tatuaggio sulla schiena di Jack Sparrow altro non è che una poesia chiamata “Desiderata”. In meno di una frazione infinitesima di secondo digito il titolo e vado alla ricerca di qualsiasi informazione sulla suddetta poesia ed ovviamente del testo, se possibile. Riesco a trovare tutto quello che stavo cercando, informazioni storiche e testo originale inglese più una serie di più o meno accurate traduzioni in lingua italiana.
Più che una poesia sembra una specie di codice, linee guida per vivere in pace. Do un’occhiata alle informazioni storiche e scopro che si tratterebbe di uno scritto di autore ignoto ritrovato nella chiesa di S.Paul a Baltimora e risalente al 1692. Fantastico, devo dirlo subito a qualcuno. La scelta ricade sulla mia amica di Bologna con la quale, in quel momento, stavo chiacchierando già da un’oretta buona. «Ah, sì, la conosco! Procedi con calma tra il frastuono e la fretta… quella lì giusto?»
Non so se avete presente quando da piccoli si scopre un gioco fantastico, tipo un camioncino dei pompieri o una bambola nuova e più o meno allo stesso istante un vostro amico vi dice «Ma come, giochi ancora con quello? Ma non lo sai che al giorno d’oggi si gioca solamente con camioncini radiocomandati con la sirena lampeggiante?», va beh… era solo per rendere l’idea! (E comunque subito dopo ho scoperto che ha barato perché a Bologna è la massima esperta di poesia!
)
Poco dopo scopro anche che non si tratta di uno scritto del 1692 ma degli anni ′20 (nel 1692 è stata costruita la chiesa del ritrovamento). Altra delusione… Jack Sparrow non avrebbe mai potuto tatuarsela addosso!
Scherzi a parte, credo sia stata una bellissima scoperta, perché al di là di tutto contiene una buona dose di “parole buone”, e Dio solo sa di quante ne ha bisogno il mondo di oggi (e le persone che ci vivono).
Quella che segue è per voi, una delle tante traduzioni italiane, con i miei auguri che queste parole vi siano utili durante l’anno che sta per iniziare e chissà, anche per tutti quelli a venire!
Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.
Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.
Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri: pur se noiosi e incolti, hanno anch’essi una loro storia.
Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito.
Se insisti nel confrontarti con gli altri rischi di diventare borioso e amaro, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti.
Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.
Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno.
Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.
Sii te stesso.
Soprattutto non fingere negli affetti.
Non ostentare cinismo verso l’amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza.
Coltiva la forza la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise.
Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine.
Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.
Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere.
E, convinto o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere.
Perciò sta’ in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione
dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo spirito.
Nonostante i tuoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso.
Sii prudente.
Cerca di essere felice.
Ah, dimenticavo… l’autore non è ignoto, si tratta di Max Ehrmann.



3 gennaio 2008, ore 14:13
Si un bel decalogo, anche se sono più di dieci
, mi trovo molto d’accordo sul fatto che l’amore comunque si cerchi di governarlo o restarne distaccati, alla fine ti coglie distruggendo la più salda delle difese…bene o male che sia, il punto non cambia.
Buon anno anche a te e speriamo che tra 366 giorni ci ritroveremo qui a dire quanto questo 2008 sia stato fantastico…del resto non vogliamo la luna, ma una cosa sola, di tante che ce ne sono, solo una…